S. Messa o Frazione del Pane

Ascoltiamo bene, perché questa è lezione grande.

Il nome più giusto della S. Messa come noi ormai la diciamo, o Sacrificio dell'Altare, è "Frazione del Pane". Perché la S. Messa si è iniziata la sera del Giovedì. Perché la S. Messa è il perpetuo ricordo dell'amore di Gesù che supera l'ora e il momento. La Passione, la Crocifissione, la Morte furono l'ora e il momento storico dell’amore di Gesù: l'Eucarestia è il sempre del suo amore per noi. Perché la S. Messa è l'immolazione del Cristo, non solo come contemplata solo in rapporto alla consumazione materiale del sacrificio con le sofferenze, le ferite, le battiture, la crocifissione, la morte, date dagli uomini, patite da Gesù rassegnatamente, in ubbidienza al volere del Padre per la salute del mondo, ma l'immolazione amorosa e volontaria di un Dio, del Verbo che si frange a darsi Pane, Cibo agli uomini, umiliandosi più ancora che per la morte di Croce.

E non paia parola ingiusta. Pensate a chi talora Lo riceve, in chi scende, Lui Dio, Lui Puro, Lui Santo. Ha iniziato le fusioni di Lui con sacrileghi, peccatori, ribelli ai Dieci Comandi del Sinai e ai suoi Due Comandi d'amore, al tavolo della Cena, scendendo in Giuda Iscariota, e da allora labbra impure, calde ancor di lussuria, labbra bestemmiatrici del Padre suo, cuori omicidi, esseri in cui è negazione, eresia, commerci infernali, febbri di concupiscenze, tutto il marciume dell'uomo decaduto, tutta la falsità dei falsi sentimenti e delle calcolanti esibizioni di una fede, che non è vera in loro, accolgono il Santo dei Santi, il Puro dei puri, il Perfettissimo.

Gli orrori che si consumano all'altare solo Dio, e chi è con Lui nel Cielo, li conoscono, e sono ben più grandi, immensamente più grandi delle onde sacrileghe del Venerdì Santo...

La S. Messa è la Frazione del Pane. È il sacrificio eucaristico. Sì. Ricorda anche il Sacrificio del Calvario. Perché Gesù al tavolo della Cena ha detto, contemplando già il suo Corpo immolato e il suo Sangue sparso per gli uomini: "Questo è il mio Corpo e questo è il mio Sangue, il Sangue del nuovo Testamento eterno che per voi e per molti sarà sparso in remissione dei peccati". Ma la S. Messa è soprattutto il sacrificio del suo amore, il ricordo e la perpetuazione del suo divinamente, e perciò infinitamente, folle amore per gli uomini.

E la Frazione del Pane, o se più ci piace chiamarla: S. Messa, è quella che Gesù stesso insegnò al futuro Vescovo della Chiesa di Cristo e al Vescovo di Gerusalemme: Pietro e Giacomo d'Alfeo, a celebrarla.

Dopo la cena dei fratelli la consumazione del suo Corpo e del suo Sangue, lasciati, per infinito amore, in Cibo e Bevanda di salute; quel Corpo e quel Sangue che per grazia del Signore i Suoi sacerdoti possono invocare dal Cielo; né Corpo e Sangue si ricusano all'invocazione sacerdotale, per transustanziare il pane e il vino in Corpo e Sangue di Gesù Cristo; in Gesù Cristo perciò, vivo, vero, completo, presente nelle Specie consacrate, transustanziate in Santo Corpo e Sangue, Anima di Gesù, e Divinità di Verbo di Dio, Uno col Padre e con l'Amore.

Dopo l'agape fraterna, coi fratelli della Terra, coi santi fratelli, tra santi fratelli che l'amore faceva uguali, benché vi fossero i maggiori: i sacerdoti, e i piccoli: i fedeli, l'unione col Fratello Divino, con Colui che non sa che amare e che chiede amore e unione coi suoi amati.

Necessità di istruzione occorre tenere presente che gli Apostoli, i diaconi, i sacerdoti dei primi secoli dell'era cristiana, erano nella condizione di istruire i pagani, ossia dei veri analfabeti nella Religione Santa necessità di istruzione fece aggiungere alla Frazione del Pane, così semplice e breve, le istruzioni per coloro che aspiravano al Cristianesimo, onde entrassero nell'Ovile di Cristo conoscendo il Pastore e la Sapienza, conoscendo la Legge antica ed eterna e la Parola del Maestro. Ed ecco l'introduzione della lettura delle epistole apostoliche e del Vangelo. Nei primi tempi, proprio agli inizi, in luogo della lettura era la predicazione diretta, ossia il racconto dei tempi antichi, o i consigli verbali apostolici, o l'istruzione verbale dei libri sapienziali, e così pure la verbale narrazione delle Sue opere nei tre anni di vita pubblica, della Sua nascita, morte e risurrezione.

Dopo, aumentando le Chiese, ed essendo insufficiente il numero di veri testimoni oculari: Apostoli e discepoli, per il numero delle Chiese, e inoltre essendosi, nella ripetizione di discepoli, pieni di buona volontà ma soggetti alle manchevolezze dell'uomo, alle involontarie variazioni di episodi, alle arbitrarie interpretazioni fatte con fine retto, ma... umanamente, i Capi del Sacerdozio vollero testi fissi da leggersi nelle adunanze, e dopo spiegarsi ai catecumeni nella parte di adunanza che precedeva alla Frazione del Pane e alla orazione del Pater, così come Gesù la intonò alla Prima Frazione, alla presenza dei fedeli, nella seconda Pasqua supplementare, dopo la consumazione delle Specie.

Veramente Gesù allora ha fatto precedere la Comunione all'orazione. Da secoli si fa il contrario. E crediamo di far bene. Non è peccato farlo. Ma, riflettiamo. Cosa è il Pater? La preghiera di Gesù al Padre. La preghiera divina che Gesù ha insegnato agli uomini. La preghiera perfetta. Non ci fosse che quella, e non fosse detta bene altro che quella, tutto avremo, o uomini, per il nostro spirito e la nostra carne, e tutto daremo a Dio, di ciò che Dio gradisce, se noi viviamo il Pater.

Gesù ha detto: "Padre nostro". Con pieno diritto potevo dire alla Prima Persona: Padre. Noi,... per quanto Dio ci sia Padre, con molto meno diritto lo possiamo dire perché troppe poche volte riflettiamo in noi e nelle nostre opere la divina somiglianza col Padre. Peccati e inclinazioni deturpano in noi l'effigie paterna, talora sino ad annullarla affatto.

Ed ecco: Gesù in noi si trasfonda, in noi viene, a noi si assimila, ci deifica al contatto suo, viene nelle Specie ed è in noi, e noi possiamo voce d'uomo fusa alla voce del Figlio di Dio, animo infuocato per l'amore che Gesù seco porta, santificato (parliamo di chi mangia il Pane del Cielo non sacrilegamente) altare che canta e profuma per l'Olocausto che gli splende sopra: il Corpo dell'Agnello di Dio noi possiamo dire "Padre" al Padre, con pieno diritto, avendo in noi il Figlio del Padre e Fratello nostro; noi possiamo orare sapendo ciò che diciamo; noi possiamo offrire e chiedere con perfetta potenza: ci da la sua Potenza vivendo in noi.

Preghiera santa perché detta in momento che la Grazia: il Cristo, così come ha transustanziato le specie in suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità, così fa del suo Corpo e Sangue il nostro cibo; si trasformano le specie eucaristiche in noi, in sangue nostro, in carne nostra, noi viviamo di Lui, anche nella carne mortale... Ecco perché il Viatico ai morenti è sempre Vita, anche se talora non è vita aggiunta alla vita finita.

Le altre parti della Messa sono assimilazioni, e talora necessità, venute da eresie sorte nei secoli e che andavano combattute. Assimilazioni di palpiti, oh! tutti buoni, di servi di Gesù, i quali, per la tendenza propria dell'uomo di amplificare, appesantire le cose, hanno aggiunto, amplificato, appesantito la così bella, semplice, iniziale Frazione del Pane, e la così divinamente ispirata Adunanza catacombale. Ma lo hanno fatto volendo onorare Gesù, amare e far amare, e perciò hanno fatto opera buona, sebbene non necessaria né utile al Rito.

Sono le soprastrutture dei tempi di pace religiosa. Crediamo di non essere in tempi di pace religiosa solo perché siamo calunniati e scherniti e perché qualche sacerdote cade sotto la furia di un figlio di Satana? Oh! non sappiamo! Quando verranno i tempi profetizzati, coloro che saranno credenti e sapranno dei tempi d'ora, potranno dire: "Ad essi era pace, per noi è guerra atroce". E non saranno più possibili le soprastrutture. Non resisteranno alle catapulte dei satana. Né i fedeli avranno tempo di rifarle quando saranno cadute.

Ma resterà l'essenziale, l'immutabile: la Frazione del Pane, l'Adunanza fra i fedeli, perché quelle vengono da Gesù e dallo Spirito Santo che ispirò gli Apostoli. E ciò che viene dalla SS. trinità è eterno.

PREGHIERA

Caro Gesù,

grazie per l’Eucarestia,

grazie per questo miracolo d'amore.

Santa è l'ora in cui l’hai fatto.

Per il Grande Amore che hai per noi

hai desiderato di darci

la nuova Pasqua.

D’ora in poi questa è l'ostia

che sarà consumata

in perpetuo rito d'amore.

Ci hai amato

per tutta la vita della Terra,

ci hai chiamato: amici diletti.

Ci hai amato per tutta l'eternità,

ci hai chiamato: figli miei.

E sappiamo che ci amerai

e ci vorrai sino alla fine.

Non vi è cosa più grande di questa.

Gesù, aiutaci a ricordarcelo.

Gesù, Tu sei ritornato al Padre,

ma resteremo per sempre uniti

mediante il miracolo che hai compiuto: l’Eucarestia.

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